Come scegliere le fotografie per il press kit

Come scegliere le fotografie per il press kit da distribuire ai giornalisti?
Quali sono le caratteristiche principali delle immagini da inserire in cartella stampa? Che cosa sarebbe meglio evitare, per dare il miglior servizio ai giornalisti e raggiungere i nostri obiettivi come ufficio stampa? Testate di diversa periodicità e settore hanno esigenze differenti per le immagini? In che cosa dobbiamo distinguere il materiale da mandare alle riviste cartacee da quello destinato ai media on line? Proviamo a selezionare i punti essenziali, da non dimenticare, quando si avvia un progetto di comunicazione per un’azienda.

 

Quando un ufficio stampa prepara, insieme all’azienda cliente, il materiale da destinare ai giornalisti, in occasione di una conferenza stampa o di un evento, individuare le immagini più adatte fa parte di una buona metà del lavoro.
Sapere come scegliere le fotografie per il press kit è un compito che non va sottovalutato.
I testi dei comunicati stampa approfondiscono le notizie, i dettagli dei prodotti che vogliamo comunicare, gli aspetti tecnici, dati quantitativi, se ci sono, considerazioni di scenario: ma i comunicati senza immagini non “parlano”.
Il giornalista ha bisogno di fotografie per corredare il suo articolo: se ne ha di pronte, belle, adatte al suo giornale il suo lavoro sarà più facile.
A volte, la presenza o l’assenza di buone immagini decide delle sorti di un comunicato.

Se ci sono buone foto, il giornalista scriverà l’articolo.

Se le foto non illustrano a dovere il comunicato, l’ufficio stampa avrà una carta in meno da giocare nel suo lavoro di comunicazione.
Come scegliere, allora, le fotografie per il press kit? Quali sono le caratteristiche da tenere sempre presente, nella preparazione delle immagini per la cartella stampa?

Le fotografie destinate alla stampa devono essere di qualità.

E’ il primo punto: ovvio, ma non troppo. Devono essere immagini di buon livello, realizzate da una mano esperta, con il giusto grado di luminosità e contrasti. Una bella fotografia resta nella memoria!

Meglio scegliere immagini ad alta risoluzione.

Le immagini ad alta risoluzione sono una condizione necessaria se il press kit è destinato alle riviste cartacee. Se, tra i giornalisti destinatari del press kit, ci sono collaboratori e redattori di riviste on line, è possibile riservare loro delle immagini in bassa risoluzione, più leggere, magari veloci da mandare via mail.
Tuttavia, oggi ci sono diversi sistemi per trasferire file che richiedono molta memoria attraverso la Rete: privilegiare immagini grandi, ben definite, per tutti, è il metodo migliore.

E’ bene selezionare le immagini più rappresentative.

Se nel press kit abbiamo il comunicato di una nuova tapparella di sicurezza, scegliamo immagini dove il prodotto sia in primo piano o ben visibile. Come il comunicato stampa, la fotografia deve essere una comunicazione chiara. Privilegiamo immagini dove siano presenti persone.

Non dimenticare le didascalie.

Le didascalie si devono inserire, sempre:

  • se nelle fotografie ci sono persone del management
  • se ci sono immagini di prodotto
  • se ci sono inquadrature di dettaglio o di particolari aspetti tecnici.

Didascalie descrittive sono sempre utili e aiutano il giornalista nell’associare le giuste immagini ai contenuti, soprattutto se il press kit contiene più comunicati. Molti uffici stampa “nominano” i file delle immagini nel press kit con una dicitura uguale alla didascalia. In ogni caso, un file a parte, con tutti i riferimenti del caso non guasta mai.

Le immagini devono essere in linea con le esigenze delle testate.

Le foto dei prodotti saranno scontornate o ambientate? Sarà meglio dare il primo piano del direttore generale o l’immagine della sede aziendale? Questi ambiti sono spesso discrezionali: cambiano in misura delle testate a cui ci si rivolge. Per sapere come scegliere le immagini nel press kit nel modo migliore, la soluzione è dare al giornalista la possibilità di scegliere più immagini, di modo che si possano incontrare e soddisfare bisogni diversi.